diaristica spicciola
Ricordo che un giorno tanti anni fa mio cognato mi “sorprese” a bruciapelo con una rivelazione, mi disse che sua moglie mia cognata estrinsecava un rammarico, quello di non essere stata mai invitata a pranzo o a cena d me. Mi parve abbia fatto mio cognato un tentativo di addolcire – o forse giustificare – il contenuto di quello che certamente mi doveva essere suonato come un rimprovero, e che aveva ritenuto non so se poi giudicasse tra sè incautamente di dirmi… mi spiegò con due parole e mezza frase come dovessi intendere questo , sai lei Gioiella è molto formale ci tiene a queste convenzioni. Io mi pare incassai mi sentii in colpa certamente Come potevo non averci pensato ma d’altra parte io sono sempre stata il contrario delle formalità almeno in buona parte e tutto sommato avevo sempre esternato un grande affetto personalmente e parlando con altri verso Gioiella. Col passare del tempo la saggezza, la esperienza mi fa capire quel risentirsi di mia cognata cioè quanto fosse importante un gesto di chiamare in casa. Può darsi che il mio non avere fino a quel momento dato importanza al gesto di invito avesse radici in una cena che avevo dato subito dopo sposata e in cui un’altra cognata scherzò abbastanza senza tatto su di una mia ricetta di petto di pollo alla panna dicendo che ridere che forse era l’unica che conoscevo perchè si vede che la avevo già servita. ancora sorrido al ricordo di quella cena:-) Puo darsi questo Comunque rimane il fatto che Gioiella non era la responsabile di quella biricchina gaffe fosse o non fosse intenzionale. Comunque dicevo rimane il fatto che è vero essere invitati a casa a pranzo o cena è molto gratificante sarebbe sempre molto gratificante –come lo è certamente l’invitare altri per me! sarebbe gratificante se avvenisse di essere invitata a ceca a casa e questo capisco che avrebbe un significato che trascende il fatto in sè. Lo capisco .
