Progressi e non: la robotica artificiale.
alla fine degli anni Ottanta – si legge in rete – l’allora presidente degli Stati Uniti George Bush definì il decennio a seguire, ovvero l’arco temporale compreso tra il 1990 e il 2000 come “il decennio del cervello”, In seguito, superata la soglia del Duemila, hanno proclamato il nostro: “Il secolo del cervello”; e si stanno scoprendo alcuni dei segreti dello stupefacente organo. Sembra che, con il progresso delle neuroscienze, si possa arrivare a spiegare tutto. l’origine del pensiero e della coscienza. C’è stato subito entusiasmo nella prospettiva del raggiungimento di questi traguardi, ritenuti a portata di mano. Tuttavia, man mano che si è proceduto nello studio ci si è accorti – dicono gli articoli divulgativi – di una complessità imprevista dell’oggetto di studio, tale da ridimensionare l’aspettativa del raggiungimento di quei traguardi. Sembra comunque che uno si sia raggiunto, ma non so se fosse quello sperato: è il cervello robotico, artificiale. Quello al naturale sembra non avere fatto molta strada, a giudicare almeno dalle azioni che suggerisce, non dissimili, si può talvolta pensare, da quelle dell’uomo delle caverne. …( di Germana Pisa – articolo pubblicato nel febbraio 2024 n 1, sulla rivista Bacherontius, delle edizioni Tigulliana)

